Navi e imbarcazioni

Caccia
Caccia in laguna a bordo di pupparini nella Caccia in laguna di Carpaccio, ca. 1495

Galere
Galere in costruzione e in riparazione nell'Arsenale di Venezia
È stato notato che le aberrazioni prospettiche della veduta di de' Barbari dilatano in modo incongruo la parte nord-orientale della città. È stato ancora osservato (da Giorgio Bellavitis) che tale dilatazione pare rispondere a una precisa intenzione dell'autore, che sarebbe stata quella di enfatizzare le dimensioni e, di conseguenza, il ruolo dell'Arsenale nella vita economica e militare di Venezia www . In realtà, a ben guardare, la veduta insiste sì, e con molta forza, sulla vocazione marittima della città, ma tale insistenza è indirizzata a far risaltare soprattutto le attività civili del commercio per mare e di quello locale, e la quotidiana consuetudine dei veneziani con l'acqua, sulla quale essi svolgevano buona parte delle loro attività, sia produttive che di svago. Le navi da guerra, le galere e le galeazze destinate a scortare i convogli mercantili che attraversavano il Mediterraneo compaiono certo nella veduta, ma pare di discernere semmai, nella rappresentazione dell'Arsenale, un'intenzione riduttiva, attenta a non "allarmare" troppo gli osservatori con l'esibizione di una soverchia potenza (e potenzialità) di forza militare marittima.

Jacopo ritrae in ogni parte della città vascelli e imbarcazioni, cocche, navi rotonde, piccole fuste, e poi i tipici natanti ancora oggi impiegati per la navigazione nei canali e nella laguna. Verso levante, fra Venezia e il Lido, è in corso una regata alla quale partecipano gondole, gondolini, caorline. In lontananza, verso Torcello, barche di pescatori. L'accento è posto ancora sulla ricettività portuale della città, sulla sicurezza e la protezione che il porto della Serenissima è in grado di offrire, sulla facilità di ormeggio e di ancoraggio nota. Cocca
Cocca, o nave rotonda da trasporto, in un dettaglio della veduta di de' Barbari

Imbarcazione
Piccola imbarcazione per il trasporto locale in un dettaglio della veduta di de' Barbari

Gondola
Gondola con felze in un dettaglio della veduta di de' Barbari

Regata
Barche impegnate nella regata in un dettaglio della veduta di de' Barbari
Gondola
Gondola con felze nell'Arrivo degli ambasciatori in Bretagna di Carpaccio, ca. 1495-96

Il "messaggio" appare perciò innanzitutto come un messaggio di pacifica prosperità, direttamente sorvegliata dai numi tutelari dei commerci (Mercurio) e del mare (Nettuno); "in questo porto abita Nettuno dominatore dei mari" recita l'iscrizione che la stessa divinità regge con il tridente. Il mostro marino che popola l'iconografia dell'immaginario pauroso dell'epoca soccombe qui alla forza del dio e perciò anche, per traslato, a quella di Venezia. L'acqua e le imbarcazioni che la solcano contribuiscono così a comunicare all'osservatore un'idea di sereno autocontrollo da parte della città, di pacata misura del mondo e della natura, di assoluta continuità fra la dimensione privata della vita cittadina (la regata, i gondolieri, le barche dei pescatori) e quella pubblica, segnata innanzitutto dal felice e imperturbato connubio con il mare.